Il maestro della leggerezza. Gio Ponti

Con la fondazione della rivista Domus (che, salvo brevi interruzioni, dirigerà fino alla morte), Ponti contribuisce intensamente al rinnovamento della produzione italiana del settore, cui dà nuovi impulsi. Domus assieme a Casabella, rappresenterà il centro del dibatto culturale dell’architettura e del design italiani della seconda metà del Novecento.

Partecipa da protagonista e sostiene le Biennali di Monza, poi Triennali, è tra i promotori del premio Compasso d’oro e l’ADI (Associazione per il Disegno Industriale).

Nel 1930 alla Triennale di Monza Ponti propone con Virginia Pollini, con la sponsorizzazione Edison, la Casa Elettrica, un modello abitativo costituito da zone assemblate, già arredata e attrezzata. L’allestimento era arricchito dai “nuovi materiali nazionali” come il linoleum e il plexiglas, mentre gli elettrodomestici erano estremamente moderni ed innovativi.



Al Ponti architetto si deve il simbolo della Milano moderna, il grattacielo Pirelli, progettato nel 1956 con Fornaroli, Rosselli e Nervi. Nel 1951 realizza il secondo Palazzo Montecatini (il suo primo palazzo per uffici risale al 1938-39). Nel 1957 progetta la celeberrima Superleggera per Cassina, a coronamento di un rapporto di collaborazione lungo e fecondo. Ha insegnato anche al Politecnico di Milano, alla Facoltà di Architettura, dal 1936 al 1961.

Per saperne di più:
http://designmuseum.org/design/gio-ponti
http://atcasa.corriere.it/designer/gio-ponti.shtml” target=”_blank
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1573&biografia=Gio+Ponti


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