L’incredibile storia di Dedon.

Nel 1991, arrivò la risposta. In occasione di una fiera a Colonia, Bobby ebbe modo di scoprire gli arredi in rattan intrecciati di un imprenditore filippino dell’isola di Cebu. Sei giorni dopo, con un rotolo di fibra Dedon di 47 kg a tracolla, Bobby era in volo verso Cebu per incontrare il suo nuovo amico. Quando ritornò a casa, ben sei mesi dopo, Dedon era diventata un’azienda di arredi per esterni.
Non c’era alcuna formula per rivoluzionare il settore degli arredi per esterni. Avanzando lentamente di fiera in fiera, arrancando per rimanere a galla, talvolta anche incapaci di mettere a disposizione i propri campioni, Bobby e la sua piccola azienda andarono avanti vivendo alla giornata. I valori che Bobby è riuscito a trasmettere, determinazione, perseveranza, autonomia, flessibilità, apertura verso nuove persone e nuove idee, armonia tra la propria natura e il proprio lavoro e costanza nel trascorrere momenti gioiosi con famiglia e amici, a prescindere da qualunque ostacolo, sono rimasti costanti nel tempo, quasi fossero il DNA dell’azienda.
E verso la fine degli anni 90, Dedon inizia a decollare. Hervé Lampert, un ragazzo di campagna dell’Alsazia-Lorena con grandi sogni imprenditoriali, si unì a Bobby nella sede centrale. La sorella di Bobby, Sonja, iniziò a progettare le campagne di marketing che avrebbero consentito di proseguire il percorso. Lo zio Seppi continuò a valorizzare l’aspetto, la tattilità e la qualità della fibra Dedon. E il rinomato designer Richard Frinier iniziò a creare collezioni originali. Nel 2000, incapaci di ottenere dai fornitori in Thailandia e Cina il livello qualitativo desiderato, Bobby e Hervé decisero di creare una propria fabbrica Dedon direttamente sull’isola di Cebu, luogo in cui iniziò la produzione, sede di alcuni dei più grandi tessitori del mondo. Fu un grande rischio e un impegno dispendioso, ma alla fine sono riusciti a controllare la qualità dei prodotti in ogni fase del processo di produzione, dalla fibra al telaio, dalla tessitura all’imballaggio, alla logistica.
Improvvisamente, Dedon cominciò a crescere con una percentuale dell’80% all’anno. Le vendite della collezione Daydream di Richard avevano superato tutte le aspettative A Barcellona, Jan e Sonja aprirono il primo ufficio vendite internazionale Dedon e nel 2003 Dedon era presente in 30 paesi in tutto il mondo. Nel 2004, siamo cresciuti così velocemente che si é reso necessario il trasferimento dell’azienda in una nuova sede, uno stabilimento di 7.500 m2 su 46.000 m2 di terreno.
Nel 2005, Dedon diventa un nome conosciuto grazie ai suoi straordinari designer. Le nuove collezioni come Leaf e Ying Yang di Frank Ligthart collezionavano i “red dot” e altri riconoscimenti prestigiosi in tutto il mondo. E quando la nazionale di calcio tedesca fu fotografata nel 2006 comodamente adagiata su Orbit, rese desiderabile il design futuristico di Frinier, tanto che anche Brad Pitt dovette mettersi in lista per averne una.
A distanza di oltre vent’anni Dedon è passata da un team di tre a 3.000 collaboratori. Gli esclusivi arredi per esterni, che non temono confronti in termini di qualità e design, sono commercializzati in oltre 80 paesi nel mondo, e ci sono tanti nuovi progetti emozionanti in corso d’opera: dalle collezioni di Philippe Starck e Jean-Marie Massaud alle campagne di Bruce Weber ai nuovi e rivoluzionari concetti Dedon Gardens e Dedon Places.
Ci piace chiudere con le parole di Bobby, il fondatore di questa meravigliosa esperienza: “… orgogliosi di tutto ciò che abbiamo conquistato, lo siamo ancora di più del modo in cui lo abbiamo ottenuto, un nucleo familiare, un gruppo di amici, che con rispetto, amore e fiducia, festeggiano sempre la vita e il piacere di fare le cose insieme.”  Questa è la vera storia Dedon.


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