Venini artglass e artlights. L’arte del vetro si fonde con il design

L’azienda Venini di Murano è costruita su un concetto che si ispira alla tradizione di abbinare la creatività dell’artista con la produzione industriale. Venini ha sempre evitato di produrre per il mercato di massa, ricercando sempre la produzione di pezzi artistici con grandi possibilità creative.

Fondamentalmente si tratta di lavorazione del vetro, ma il livello di eccellenza raggiunto dagli artigiani e la collaborazione con i maestri del design, fanno di questa azienda una realtà unica nel panorama internazionale.

La sfida di creare oggetti in vetro comporta un alto rischio, e qui sta il suo fascino. L’esperienza della collaborazione con i maestri soffiatori del vetro e il loro vasto patrimonio di conoscenze tecniche ha inoltre ispirato artisti contemporanei a provare nuove forme.

Tutti i pezzi Venini sono firmati singolarmente, così come tutti sono datati singolarmente. Molte collezioni sono realizzate in edizioni limitate, ogni pezzo numerato e firmato dal progettista. I pezzi prodotti da Venini sono tutti fatti a mano da un gruppo selezionato di artigiani altamente specializzati.

Quando parliamo di Venini è inevitabile fare riferimento alla storia di questo nome, che viene da lontano. Siamo a Murano, è il 1921, Paolo Venini, avvocato milanese, e Giacomo Cappellin, un commerciante d’antiquariato veneziano, fondano una società per la produzione di oggetti decorativi insieme ad Andrea Rioda, maestro vetraio, e ad una manciata di altri maestri vetrai, come quelli della famiglia Barovier.

L’arte vetraria era nel sangue di Venini: i suoi antenati avevano posseduto a Como una vetreria. La società fu chiamata ‘Vetri Soffiati Muranesi Cappellin-Venini & Co.’, e Vittorio Zecchi, uno dei più grandi protagonisti e innovatori dell’arte del vetro di Murano, ne divenne direttore artistico.

La partnership durò meno di cinque anni, ma intorno a questi personaggi ed a questa visione ha avuto luogo il rinnovo intenso di un genere, un linguaggio estetico si è trasformato in attività manuale e la produzione del vetro è diventata un moderno business.

Venini ha aperto le porte ai giovani artisti e designer. Per ciò che è riuscito a fare, sembra essere stato una sorta di ‘talent scout’. Collaborazioni di lunga data, il gusto e la perfezione sono stati i due principi guida della linea Venini.

Paolo Venini morì nel 1959, ma Ginette Gignous Venini e Ludovico Diaz de Santillana hanno continuato a svolgere il suo lavoro.
Venini oggi fa parte del Gruppo Royal Scandinavia.

La filosofia Venini è tutta concentrata nelle parole di Alessandro Mendini, maestro del Design, quando afferma che “il gusto Venini è frutto di un magico dosaggio creatosi nel tempo, fra alcune tecniche esclusive, alcuni eccezionali artisti inventori di forme, e la scelta di certi colori. Questa tradizione e questi confini sono la formula magica di Venini. L’ “hortus conclusus” Venini fa parte delle meraviglie dell’umanità. Calma e saggezza di un chiaro artigianato, puro e intatto nel tempo, incorruttibile dalla violenza delle mode, un esempio e una testimonianza di perfezione”.




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